Sogni escursioni e avventure in montagna? Le catene montuose più famose del mondo offrono paesaggi straordinari e una moltitudine di attività all’aperto che attirano sempre più viaggiatori ogni estate. Ma questo entusiasmo per la montagna non è privo di conseguenze. Alcuni siti naturali stanno oggi subendo gli effetti del sovraffollamento turistico, con una fauna selvatica talvolta disturbata, e azioni apparentemente innocue che possono avere un impatto significativo sugli ecosistemi. Quindi, se hai intenzione di fare trekking in montagna quest’estate, ecco alcune buone pratiche per goderti al meglio questi luoghi di straordinaria bellezza, limitando al contempo il tuo impatto.

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Lo sapevi? Le gite e vacanze in montagna sono estremamente popolari. Secondo l’Osservatorio Jfc Panorama Turismo, il 15,5% degli italiani predilige la montagna quale principale vacanza estiva, il che significa oltre 6,8 milioni di frequentatori. Secondo il Barometro della Montagna di Atout France pubblicato nell’estate 2025, il 41% dei francesi si è recato in montagna d’estate almeno una volta negli ultimi tre anni. Negli Stati Uniti, invece, il National Geographic ha riportato che le Great Smoky Mountains (Appalachi) ricevono oltre 11,5 milioni di visite ogni anno, rendendole il parco nazionale più visitato del paese.

1. Resta sui sentieri tracciati

preservare le montagne

A volte ci viene la tentazione di uscire dai sentieri segnalati per ammirare un bel panorama o scattare una foto. Questa pratica, che sembra innocua, contribuisce al degrado degli ambienti naturali.

Le deviazioni ripetute dai percorsi segnalati accelerano l’erosione del suolo, indeboliscono la vegetazione e creano nuovi tracciati che incoraggiano altri visitatori a fare lo stesso, aggravando la situazione. In alcune aree protette bastano poche decine di deviazioni per danneggiare in modo significativo specie vegetali particolarmente fragili.

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I sentieri sono progettati per permettere la scoperta dei paesaggi limitando l’impatto umano. Rispettandoli, puoi goderti la montagna senza danneggiarla!

2. Non lasciare nulla dietro di te

Il principio è semplice: tutto ciò che sale con te, deve scendere con te. Magari non ci pensiamo, ma anche i rifiuti biodegradabili possono essere un problema. Una buccia di banana, un torsolo di mela o una crosta di pane possono richiedere diversi mesi per decomporsi in altitudine e possono interferire con le abitudini alimentari degli animali selvatici.

Ti consigliamo di tenere sempre spazio libero nello zaino per riportare con te i tuoi rifiuti, inclusi quelli più piccoli: fazzoletti, imballaggi, mozziconi di sigaretta o tappi di bottiglia. Questo vale anche per gli scarti organici e i resti del picnic.

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Per andare oltre: Adotta la filosofia di “lasciare un luogo più pulito di come l’hai trovato”.

Oltre a rispettare le regole, perché non adottare un approccio proattivo? Molti amanti della montagna raccolgono anche i rifiuti che trovano sul sentiero (anche se non sono loro), sensibilizzano amici e persone incontrate lungo il percorso o sostengono iniziative locali di tutela ambientale.

Per esempio, hai in programma di dormire in un rifugio o in un bivacco? Se hai spazio nello zaino, i gestori apprezzeranno se ti offri di portare a valle un po’ di spazzatura (oltre alla tua). In montagna, infatti, la logistica è complessa!

3. Prepara la tua escursione in anticipo

Buone pratiche in montagna

Preparare l’escursione può sembrare ovvio, ma questo passaggio viene spesso sottovalutato. Le immagini spettacolari pubblicate sui social media danno l’impressione che la montagna sia un enorme parco giochi accessibile a tutti, in qualsiasi momento.

La realtà è più complessa. I soccorritori devono spesso intervenire quando le persone si avventurano in montagna senza valutare la difficoltà del percorso o i rischi legati al meteo.

Ecco alcuni consigli:

  • Verifica i regolamenti locali e le caratteristiche specifiche del luogo che vuoi esplorare.
  • Controlla le previsioni meteo per equipaggiarti di conseguenza.
  • Studia il percorso e valuta onestamente il tuo livello fisico. È meglio scegliere un’escursione adatta alle tue capacità piuttosto che ritrovarti in difficoltà a metà strada. (E soprattutto: attenzione ai percorsi generati dall’IA, che hanno già messo in pericolo molti nuovi avventurieri!)

Questa preparazione non garantisce solo la tua sicurezza, ma evita anche interventi di soccorso che richiedono risorse significative.

4. Rispetta la tranquillità di ogni luogo

La montagna è spesso ricercata per i suoi ambienti tranquilli. Tuttavia, alcuni comportamenti possono rapidamente rovinare questa atmosfera di pace: ascoltare musica con una cassa portatile, discussioni rumorose o l’uso di droni senza precauzioni disturbano non solo la tranquillità degli altri escursionisti, ma anche e soprattutto la fauna selvatica.

Per molte specie, l’estate è un periodo importante per la riproduzione, l’allevamento dei piccoli o l’accumulo di riserve necessarie per l’inverno. Se questi animali vengono disturbati di continuo, ciò può alterare determinati cicli o costringerli a consumare energie preziose.

5. Non fare il bagno nei laghi d’alta quota

Buone pratiche per l'escursionismo

Dopo un’escursione, spesso ci viene voglia di rinfrescarci nelle acque turchesi dei laghi d’alta quota. Ma chi ama la montagna sa bene che, anche se non sempre formalmente proibito, non è consigliabile fare il bagno in questi laghi.

Il sovraffollamento di alcuni laghi d’alta quota esplode nei periodi di grande caldo, il che può rapidamente creare problemi. Questi ambienti ospitano spesso specie sensibili ed ecosistemi fragili, e la qualità dell’acqua e della biodiversità locale può essere compromessa dalle nostre creme solari e altri prodotti cosmetici, o semplicemente dal calpestio delle rive.

In alcune aree naturali protette, regolamenti specifici disciplinano o vietano la balneazione. Per scoprire se un lago è balneabile, è fondamentale consultare le ordinanze dei singoli Comuni, i piani di tutela delle acque regionali e verificare la presenza di cartelli di divieto sul posto.

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Per esempio, in Valle d'Aosta nel lago di Brusson la balneazione è espressamente vietata e si discute se estenderla formalmente a tutti i laghi della valle (fonte); in Alto Adige, il bagno nel lago di Carezza è vietato tutto l’anno (fonte). Dall’inizio di giugno 2026, la balneazione è vietata in tutti i laghi dei Pirenei (Béarn e Bigorre) situati sopra i 1000 metri di altitudine (fonte). Negli Stati Uniti, le regole variano in base a ogni specchio d’acqua, quindi informati sempre in anticipo.

6. Osserva gli animali senza nutrirli

Gli incontri con gli animali fanno parte dei momenti magici di un soggiorno in montagna. Ma questi momenti devono restare osservazioni a distanza: nutrire gli animali selvatici è fortemente sconsigliato.

Le marmotte, per esempio, sono senza dubbio gli animali più fotografati delle Alpi. Tuttavia, essendo abituate a essere nutrite dagli escursionisti, si avvicinano sempre più spesso ai sentieri e alle aree picnic. Questo comportamento può sembrare tenero, ma sappi che le esponi a malattie e pericoli, modifichi la loro dieta naturale e le rendi più dipendenti dalla presenza umana.

Anche quando gli animali sembrano chiedere cibo, mantieni le distanze e lasciali vivere in modo naturale.

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Consiglio: porta con te un binocolo o una fotocamera con uno zoom potente per osservare la fauna selvatica senza disturbarla.

7. Rispetta le attività agricole

Escursionismo estivo in montagna

L’estate è un periodo intenso per gli agricoltori di montagna. Gli alpeggi ospitano numerosi greggi e mandrie, e i sentieri escursionistici a volte attraversano aree di pascolo.

Ecco alcune regole di base da seguire:

  • Chiudi i cancelli dopo il tuo passaggio.
  • Non disturbare gli animali domestici.
  • Rispetta la proprietà privata.
  • Se c’è un cane con te, verifica le norme locali. In alcune zone, la sua presenza potrebbe essere vietata o fortemente scoraggiata per proteggere la fauna selvatica o evitare conflitti con le mandrie.
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Buono a sapersi: in Italia, i cani pastori di grossa taglia, detti “di guardiania” (come per es. il pastore maremmano), svolgono un ruolo fondamentale per difendere il bestiame dai predatori. Se ne incontri uno, mantieni la calma, riduci il passo e aggira ampiamente il gregge o la mandria, se possibile.

8. Scegli la tua destinazione tenendo conto dell’affluenza

Buone pratiche in montagna

Quando si parla di trekking in montagna, pensiamo immediatamente a certi percorsi iconici, come il GR20 in Corsica, il Tour du Mont-Blanc (che attraversa Francia, Italia e Svizzera) o il Milford Track in Nuova Zelanda. Ma con gli anni, questi trekking sono diventati anche vittime del proprio successo, accogliendo centinaia, se non migliaia, di escursionisti ogni giorno durante l’alta stagione.

Questa alta affluenza non è priva di impatto: erosione dei sentieri, elevata produzione di rifiuti, ecosistemi disturbati, rifugi sotto pressione... In alcuni siti si sono quindi dovute adottare misure di regolamentazione.

Prima di scegliere la tua destinazione, prenditi il tempo di chiederti cosa motiva realmente il tuo desiderio di andarci:

  • È perché questo luogo è imperdibile?
  • O perché l’hai visto sui social media?
  • O semplicemente perché sogni spazi aperti e natura?

La buona notizia è che il trekking in montagna non si limita a pochi percorsi famosi. Il Parco Nazionale del Triglav in Slovenia, le Cheviot Hills al confine scozzese, le Wallowa Mountains in Oregon o i Vosgi, il Giura, il Massiccio Centrale o le Prealpi in Francia - tra gli altri - offrono anch’essi escursioni magnifiche e molto più tranquille.

Scegliendo una destinazione meno frequentata, potrai godere ancora di più di ciò che rende la montagna così speciale: il silenzio, la sensazione di spazio, e il piacere di avere un sentiero quasi tutto per te. E contribuirai a preservare questi luoghi distribuendo l’impatto del turismo in modo più ampio sul territorio.

9. Pensa prima di condividere la posizione di un luogo

I social media hanno trasformato profondamente il nostro modo di viaggiare. Una foto straordinaria pubblicata da un influencer su Instagram può attirare migliaia di visitatori in poche settimane in un luogo che prima era raramente visitato. Alcuni massicci, laghi, cascate e punti panoramici hanno visto il proprio volume di visitatori esplodere in pochi anni.

Per limitarci solo ad alcune destinazioni di montagna, per esempio il lago di Tovel in Trentino e quello di Braies in Alto Adige hanno sofferto l'aumento del turismo di massa legato ai social media. Stessa sorte in Francia, nel massiccio degli Écrins, per i laghi di Lauvitel o de La Muzelle: la loro improvvisa popolarità sui social media ha portato a un aumento significativo dei visitatori, con conseguente incremento di bivacchi selvaggi, rifiuti, fuochi non autorizzati e disturbo per la fauna locale.

L’idea non è necessariamente smettere di condividere i tuoi ricordi, ma di essere più selettivi. Quando si visitano luoghi fragili o poco strutturati per il turismo, è più prudente evitare geolocalizzazioni precise.

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Consiglio: se vuoi ispirare altre persone a viaggiare in modo diverso, preservando la natura selvaggia di certi luoghi, indica solo il massiccio o la regione, anziché la località o la posizione esatta.

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Lo sapevi?

La maggior parte di queste buone pratiche si ispira alla filosofia del “Leave No Trace” (non lasciare traccia). L’idea è semplice: godersi la natura limitando al massimo il proprio impatto. Resta sui sentieri, riporta con te i tuoi rifiuti, rispetta la fauna selvatica ed evita di degradare i luoghi, per permettere agli spazi naturali di essere preservati per i prossimi visitatori... e per le generazioni future.

Vivere la montagna oggi... e domani

montagne in estate

Passare qualche giorno in montagna d’estate permette di riconnettersi con la natura, rallentare il ritmo e scoprire paesaggi eccezionali. Ma questa esperienza implica anche una certa responsabilità.

La buona notizia è che preservare la montagna non significa rinunciare a godersela. Al contrario! Osservare una marmotta senza disturbarla, scoprire un sentiero poco frequentato senza geolocalizzarlo, portare via i rifiuti trovati lungo il cammino o prendersi il tempo di chiacchierare con gli abitanti del posto, permette semplicemente di vivere un’esperienza più rispettosa e spesso molto più ricca.

Ognuno di questi gesti e buone pratiche contribuisce a mantenere questi spazi naturali unici, affinché la montagna resti selvaggia, accogliente e ben conservata per le generazioni future.